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La più antica e potente
emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura
dell'ignoto. (da Supernatural Horror in Literature, 1927).
Howard Philips Lovecraft è stato uno dei più grandi scrittori del fantastico
statunitense dei primi del novecento. Al suo genio, a cui non manca quel
pizzico di follia, dobbiamo alcuni dei racconti noir più belli mai scritti,
venerati da taluni come pietre miliari della letteratura moderna.
Non v’è dubbio che immergersi nei tortuosi meandri della vita di
Lovecraft, sarebbe come arrancare solitari fra i megaliti onirici della
possente R’lyeh, brancolando nel buio siderale della notte dei tempi, quegli
eoni passati in cui i Grandi Antichi dimoravano incontrastati i reami terreni.
Un intrico tra delirio, paranoie e sensazioni angoscianti, rifuggendo a
passo veloce ed altalenante, in preda alla follia più cupa e misteriosa i
panorami da incubo descritti dall’incommensurabile maestro dell’horror.
Paragonare gli scritti Lovecraftiani a taluni libbricciuoli moderni, sarebbe
per alcuni una vera eresia. Dalla narrazione articolata ed ammaliante,
Lovecraft è venerato come un mentore ed un maestro, capace di stilare veri e
propri capolavori, immortali nel tempo quanto nello spirito, capaci di lasciare
un segno indelebile… una cicatrice sozza ed immonda, profonda quanto la
perversa mente del Dio Cieco e Idiota che alberga negli abissi oscuri fra le
stelle misconosciute.
Lovecraft nacque il 20 Agosto 1890 a Providence, Rhode Island. Non molto
apprezzato dalla critica del suo tempo, non godette mai di buona fama se non
dopo la sua morte. Tutt’oggi è acclamato come uno dei più grandi scrittori
della letteratura horror dopo Edgar Allan Poe ed è inoltre considerato uno dei precursori
della fantascienza angloamericana, tanto che alcuni film odierni hanno tratto
ispirazione dalle creature generate dai suoi incubi (Alien, Ridley Scott 1979,
disegno dell’alieno H.R.Giger).
Ebbe una vita travagliata, alla tenera età di otto anni rimase orfano del
padre, che morì in un ospedale per malati mentali dove era ricoverato già da
tempo. Dovette quindi far fronte ad un infanzia mutilata, in cui le uniche sue
figure di riferimento furono la madre, le zie e il nonno materno, il quale però
morì pochi anni dopo il padre.
Quest’ultimo in particolare fu di grande importanza per il piccolo
Howard, aprendogli le porte alla sua collezione libraria comprensiva di testi
classici, antichi e gotici, che lasciarono un impronta indelebile nella mente
dell’adolescente, marcando la sua fantasia con un insaziabile interesse per il
paranormale. Ulteriore incentivo alla segregazione casalinga e alla lettura
forzata, fu l’influsso materno che si manifestò in un atteggiamento
iperprotettivo verso il figlio rimasto orfano di padre.
Iniziò così a scrivere i primi racconti alla tenera età di 6-7 anni,
ispirato dai terribili incubi che iniziarono a tormentargli il sonno. Incubi in
cui comparivano mostri terribili privi di volto che battezzò Night Gaunts-Magri
Notturni. Ben presto iniziò a collaborare per piccole riviste come The
scientific Gazette e The Rhode Island Journal of Astronomy, successivamente
passò al The Conservative e The Tribune, dimostrando un incredibile talento.
Nel frattempo una serie di investimenti sbagliati impoverisce il
patrimonio familiare e la madre e la zia sono costrette a vendere la casa. Come
se non bastasse nel 1908 fu costretto ad abbandonare gli studi superiori a
causa di un forte esaurimento nervoso a cui seguirono molti problemi fisici.
Questo non fermò comunque la sua avanzata nel campo letterario e nel 1914
diviene socio dell'Associazione della Stampa Amatoriale, per la quale scrisse
racconti destinati alla rivista dell'omonima associazione. Ma un’ennesima
tragedia stava per colpire l’allora ventinovenne scrittore statunitense: nel
1919 la madre viene ricoverata in un ospedale psichiatrico, per un forte
esaurimento nervoso e muore nel 1921.
Successivamente Lovecraft continuò a frequentare il circolo letterario, in cui
conobbe la sua futura sposa Sonia Haft Greene, con cui si trasferì a New York
nel 1924, rimanendoci sino al 1926. Lovecraft odiava la Grande Mela, tuttavia
questi suoi nuovi sentimenti e le nuove emozioni suscitate dalla soffocante
città, gli diedero l’incipit per scrivere i suoi primi racconti soprannaturali
che pubblicò in seguito sul Weird Tales e altre riviste di genere fantastico.
Tra essi citiamo Il richiamo di Cthulhu (1926, The Call of Cthulhu) e L'orrore
di Dunwich (1928, The Dunwich horror).
Seguitò a scrivere sino al 1936, anno in cui pubblicò il suo primo libro,
La Maschera di Innsmouth (The Shadow Over Innsmouth).
Infine giunse il 15 marzo 1937: una data tristemente ricordata dai
cultori di Lovecraft, la data in cui l’uomo trascende lo stato fisico per elevarsi
a mito… ammalatosi di cancro all'intestino, Howard Philips Lovecraft morì
agonizzante in un letto d’ospedale...
Una vita difficile, coronata da incubi e perdite angoscianti che
portarono un semplice uomo a sublimare la materia grezza dell’immaginazione, in
scritti che ancora oggi fanno parlare i cultori e i letterati.
Link utili:
www.cthulhu.it
www.hplovecraft.com
www.cthulhugame.it
Copyright imagine del Grande Cthulhu, Laboratori Ninibe (www.ninibelabs.org)
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