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Il secondo appuntamento della Stagione Lirica del Teatro Fraschini 2009/2010 ha visto la rappresentazione di una delle più celebri opere di Bellini, la “Norma”.
Lo spettacolo è stato particolarmente gradito al pubblico che ha omaggiato gli interpreti (Norma Silvia Dalla Benetta, Adalgisa Alesandra Palomba, Pollione Francesco Anile, Oroveso Luca Tittoto), il regista (Pierpaolo Pacini), il direttore musicale (Daniele Rustoni) e l'orchestra (Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano) di applausi notevolmente calorosi, anche nel corso stesso della tragedia.
I commenti che ho udito in platea (a parte gli eccessi di esaltazione o di critica, entrambi poco seri a mio avviso) sono stati molto positivi, soprattutto per quanto riguarda le qualità canore intervenute sul palco e la scenografia, la cui elegante essenzialità ha impressionato favorevolmente come valore aggiunto importante.
Vincenzo Bellini scrive “Norma” partendo dal dramma omonimo del 1831 di Alexandre Soumet, “Norma ou L'infanticide”, che aveva ottenuto un grandioso successo di gradimento. L'opera del compositore catanese fa però -inizialmente- un buco nell'acqua davvero notevole, quasi proverbiale. Indubbiamente buona parte di ciò è dovuta alle differenze sostanziali nell'economia della trama delle due storie: Bellini abolisce, staccandosi dall'autore francese, l'infanticidio con cui Norma punisce Pollione per il suo tradimento.
Contemporaneamente il compositore cambia il finale, mettendo in scena un'autentica metafora dove le forze dell'eros dei due protagonisti, impazzite a causa del problema irrisolvibile con cui confrontano, confluiscono in un'esaltazione mortifera e celebrativa. L'amore impossibile diviene possibile nella morte.
Al di là di queste differenze sono state le innovative soluzioni musicali che Bellini impiega a costargli l'iniziale insuccesso. Bastarono infatti alcune repliche per raggiungere quella notorietà che ancora oggi fa di “Norma” un gradito classico e di Vincenzo Bellini uno dei più grandi compositori lirici italiani, nonostante la sua prematura scomparsa a soli 34 anni.
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