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Non sapevo molto dello spettacolo di danza realizzato al Fraschini dalla Hubbard Street Dance Chicago prima di assistervi martedì 22 aprile. Dunque tutto è stato una sorpresa che devo dire si è rivelata molto piacevole. I cinque quadri che compongono lo spettacolo sono molto coinvolgenti. La compagnia è composta da ballerini che possono veramente considerarsi dei veri e propri “atleti” della danza.
I cinque coreografi donano una personale interpretazione della danza contemporanea. I movimenti vengono accostati a musiche diverse e particolari che rappresentano sia la cultura orientale che quella americana ed europea dalle quali provengono gli autori. I protagonisti sono senza dubbio anche gli strumenti musicali che realizzano la colonna sonora dello spettacolo.
Il violino per Passomezzo dell’israeliano Ohad Naharin e in Palladio di Jim Vincent, la chitarra in Lichety-split di Alejandro Cerrudo e gli strumenti a percussione tunisini di Cor Perdut dello spagnolo Nacho Duato.
Anche i ritmi della musica che accompagna Bardo del giapponese Toru Shimazaki sono interessanti e particolari come del resto lo è la coreografia che vuole rappresentare nei movimenti corali dei ballerini quello che accade al corpo e alla mente dopo la morte, secondo la cultura nipponica.
Ironici e originali anche i movimenti del passo a due di Lickety-split che mi hanno veramente divertito.
La sensualità emerge nel passo a due di Cor Perdut. In questo spettacolo c’è veramente molto e a mio avviso dosato in modo equilibrato, come l’incontro tra la musica tradizionale e i passi innovativi della danza contemporanea.
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