|
L’occasione di poter intervistare Walter Casali, attuale Direttore dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “F. Vittadini” di Pavia, è per me motivo di grande onore. Quale ex allieva di canto lirico dell’allora Civico Istituto Musicale Vittadini, poi divenuto Istituto Musicale Pareggiato ed ora Istituto Superiore di Studi Musicali, intraprendo con la mia memoria un viaggio a ritroso nel tempo passando per il lontano 2001, quando Walter Casali fu nominato Direttore, fermandomi al 2004, anno in cui mi sono diplomata, per concedermi una piccola parentesi di descrizione, affiorata tra i miei ricordi, dell’attuale “capo” istituto, nonché docente della classe di contrabbasso.
Persona di grande umanità, sempre attento e solerte nell’ottemperare agli impegni amministrativi, educativi e pedagogici. Sa andare incontro sia alle esigenze degli insegnanti sia a quelle degli allievi, per i quali ha occhi di particolare riguardo poiché ha sempre creduto e crede nelle loro capacità, onorandoli della sua presenza ai saggi di fine anno. Di quegli anni da studentessa, mi tornano alla mente le ore di studio intenso passate in quell’antico edificio dalle pareti alte ed austere, i momenti trascorsi in amicizia con i compagni e le indimenticabili lezioni di pregevoli insegnanti dal bagaglio culturale inestimabile. Come non dimenticare poi l’emozione provata ai primi concerti in esibizione davanti al pubblico, equivalente più o meno alla sensazione di “panico” sentita in corpo al momento di sostenere l’esame di diploma finale.
Direttore Casali, ora la città di Pavia ha il privilegio di avere un “Istituto Superiore di Studi Musicali”, una vera e propria Università con un triennio di primo livello ed un biennio di specializzazione. Come sono cambiati i programmi rispetto all’allora Istituto Musicale Pareggiato in cui, alla fine del percorsi di studi, si conseguiva un semplice diploma? Esiste ancora la Civica Scuola Musicale con corsi dedicati ad amatori ed ai cosiddetti “dilettanti”?
Possiamo dire che i programmi del triennio e del biennio sono molto più articolati e più mirati alla formazione generale dello studente dei piani di studio del vecchio ordinamento. Sono più vicini a programmi universitari che agli studi che anche lei conosce come nostra ex studentessa.La scuola civica esiste ancora ma è stata riformata per soddisfare le molteplici esigenze di chi studia musica per diletto o per formazione personale.
Veniamo ora al rapporto che l’Istituto ha con la città di Pavia. Quali possibilità ed occasioni hanno gli allievi di mostrare le proprie doti davanti al pubblico locale (penso ai luoghi deputati all’esibizione come il Teatro Fraschini, l’Auditorium S. Francesco da Paola, la sala del Rivellino al Castello Visconteo, la Chiesa di S. Maria Gualtieri, etc.)? Mi pare lo stesso Istituto abbia organizzato vere e proprie rassegne musicali, come i “Tesori d’Orfeo”.
L’istituto ha organizzato molte rassegne musicali durante l’anno. Abbiamo appena terminato con un buon successo di pubblico la rassegna “Tesori d’Orfeo” che si è tenuta al Ridotto del Teatro Fraschini dove abbiamo messo in mostra il lavoro che facciamo sulla musica antica. Stiamo lavorando per una rassegna estiva che verrà collocata nel nostro chiostro durante il mese di luglio.Abbiamo già definito i nostri interventi nel “Festival dei Saperi 2008” che si terrà dal 4 al 7 settembre e vedrà la nostra partecipazione con lo svolgimento di 4 concerti al giorno dove daremo modo ai nostri migliori studenti di esibirsi presso un pubblico competente. Il rapporto con la città di Pavia è ottimo. Noi siamo un’istituzione della città e per la città e non possiamo che essere presenti agli appuntamenti importanti.
Potrebbe descriverci brevemente le varie attività promosse o esistenti all’interno della Scuola? Mi riferisco in modo particolare ai corsi Suzuki per i bambini dai 3 ai 6 anni, l’Orchestra città di Pavia, costituita interamente da allievi della scuola, l’Accademia Musicale di Pavia, i seminari e i laboratori, i corsi abilitanti per l’insegnamento di strumento ed educazione musicale, il progetto Erasmus….
Da noi non ci sono più i corsi Suzuki. Sona stati sostituiti da corsi propedeutici e di avviamento alla musica per i bambini dai 5 anni ai 10 anni che, devo dire con soddisfazione, stanno andando benissimo: contiamo quasi un centinaio di frequentanti. L’Orchestra città di Pavia, compagine nata attorno al 1985, è stata sostituita dall’orchestra degli studenti con formazioni più flessibili e inserite nel contesto formativo. Efficace è stata la messa a fuoco dello studio personale con verifica del lavoro svolto assieme ad altri studenti. Da parte degli studenti c’è grande voglia di fare. Questo fatto incoraggia molto il lavoro dei docenti: bellissimo. I laboratori, i seminari e tutte le nostre attività interne ed esterne si aggiungono all’offerta formativa. Il progetto Erasmus dà la possibilità di ospitare studenti stranieri e, a nostra volta, di inviare nostri studenti all’estero a perfezionarsi. Questo avviene solo per la fascia universitaria degli studenti. Una nota positiva di quest’anno è stato l’avvio dei corsi abilitanti per la formazione dei docenti di Educazione Musicale per le scuole medie. I corsi sono partiti con una buona affluenza di studenti provenienti anche dalle regioni vicine.
Quali altri sbocchi professionali può intraprendere un allievo laureato all’Istituto Superiore di Studi se volesse continuare il suo percorso musicale e professionale in ambito pavese? L’Istituto lo lascia abbandonato a se stesso o in qualche modo lo sostiene e lo aiuta ad inserirsi nel panorama musicale locale?
Purtroppo la situazione del mondo del lavoro è difficile per tutti. Tutte le risorse pubbliche vanno agli enti lirici e alle orchestre. Per i giovani mancano incentivi a “fare musica”. Le regole del lavoro sono identiche per gli enti finanziati dallo stato e per i gruppi giovanili che vorrebbero fare i musicisti. Nelle scuole i posti sono tutti occupati. L’introduzione della musica alle scuole elementari potrebbe creare nuovi posti di lavoro. Noi aiutiamo, consigliamo i nostri giovani ma, purtroppo, non dipende da noi il loro futuro.
Il bilancio del numero di iscritti: sta aumentando o diminuendo il numero di studenti che si avvicina allo studio di strumenti classici? O sono più numerosi gli iscritti ai corsi di musica jazz e moderna?
Il numero degli iscritti è salito a circa 750 unità con un incremento del 60% rispetto ai primi anni del duemila. I numeri precisi sono i seguenti: il totale è di 728 allievi, di cui 21 studenti iscritti al biennio abilitante formazione docenti scuola media; 25 studenti iscritti al biennio interpretativo classico; 259 nei corsi del vecchio ordinamento classico; 423 nei corsi di base (337 divisi in circa 200 nel settore classico e circa 137 nel settore moderno) e gli studenti sotto i dieci anni sono 86.
Il Vittadini quali programmi interessanti intende sviluppare in futuro?
Per gli appuntamenti specialistici sicuramente apriremo il primo anno del secondo biennio di formazione dei docenti e andremo avanti su tutta la fascia dell’alta formazione. Non nascondo che incontreremo difficoltà per la grande concorrenza dei conservatori limitrofi ma noi, con grande umiltà e determinazione, consapevoli della nostra forza, lavoreremo al massimo delle possibilità e della qualità per rimanere tra i primi posti nell’eccellenza e tenere alto il nome della città di Pavia.
|