Sabato 5 aprile si inaugara presso la Galleria Viciani in piazza Cavagneria a Pavia una mostra di quadri di Leonardo Terzo, professore di Letteratura Anglo-americana dell’Università cittadina. Inoltre, e questa è una notizia in anteprima, il vispo e pieno di sorprese sito del docente (http://web.tiscali.it/teleo/) presto sarà sostituito da uno nuovo che son certo saprà stupire ancora i visitatori, soprattutto quelli appassionati di letteratura. Di questo ne ho convinzione cieca, quasi pari a quella dell’Assistente del Lanciatore di Coltelli.
Per l’occasione Piazza Minerva pubblica a puntate una recente intervista a Leonardo Terzo, anche se in realtà si è trattato più di una chiacchierata a ruota libera tra il sottoscritto, l’intervistato, Cristina Marelli e Simona Viciani (dottoresse/aiutanti/collaboratrici del professore).
L’incontro si è svolto presso lo studio di Terzo, nel dipartimento di Lingue e Letterature straniere moderne. Viene omessa la parte iniziale perché è stata un’intervista all’intervistatore sulle ragioni che l’avevano spinto dove si trovava.
Terzo: [..] adesso, in Aprile, dal 3 al 14, dovrei fare una mostra personale dei miei quadri alla galleria di Viciani con una quindicina di quadri nuovi. A cui tengo molto. Perché tutti mi conoscono come professore, ma in realtà io da sempre ho dipinto anche se non ho mai fatto esposizioni, tranne l’anno scorso, no, nel 2006 ho fatto un’esposizione a Tortona, ho fatto un’installazione. Che poi è stata pubblicata in questo libro, glielo regalo..
Grazie.
Prego. Risulta “Citazioni probabili” come autori Hic Sunt Group perché siamo sempre noi (n.d.r. Barbara Berri, Cristina Marelli, Monica Lancini, Silvia Monti, Mara Logaldo, Alice Redini, Leonardo Terzo, Roberta Usardi). Ogni pagina con le figure rappresenta un pannello, praticamente era un quadro, con sia le diciture che le immagini e di fianco c’è il commento da cui il quadro nasce.
Mmh.. vedo (sfogliando il libro) diversi riferimenti alla psicoanalisi e alla psicologia: Fromm, Lacan, Rorschach..
Beh, il problema o meglio il vantaggio è che non ci son più queste nette distinzioni, no? L’interdisciplinarietà. Ad esempio, non c’è più la teoria della letteratura, per dire della critica. C’è la teoria, chiuso. E lì comporta il lato filosofico, il lato psicologico, il lato delle arti figurative; tutto viene conglobato in una teoria generale della comunicazione simbolica che in parte sostituisce l’estetica, in parte sostituisce la filosofia.. infatti adesso i filosofi le loro teorie le chiamano narrazioni.
Mi viene in mente che ho letto un intervista a David Foster Wallace che si cimentava nella spiegazione di teorie matematiche..
Infatti, il senso generale della cosa è questo, c’è stata un’implosione. Io credo che prima o poi tutti torneranno al loro posto, però, per ora, il fatto interessante è che i metodi che venivano applicati ad un settore vengono applicati all’altro e quindi si crea una certa effervescenza di novità. Io mi sento un po’ ristretto nella letteratura. E faccio degli studi culturali per il CIM. E lì si può fare molto di più. [..] Ora, l’assoluto della comunicazione dovrebbero essere gli studi culturali, nella nostra prospettiva. E quindi ogni anno si propone un tema. L’anno scorso avevo proposto “Pornografia ed episteme” per dimostrare come tutti i meccanismi che agiscono nella pornografia in realtà sono già trasportati al di fuori di essa e esistono in tutti i tipi di comunicazione.
Parla dell’occhio?
No (ride), parlo di tutte le estroversioni. Cioè tutto che prima era privato e intimo
Sì, intendevo l’occhio che spia (ridiamo). Tipo il Grande Fratello.
Assolutamente sì. Infatti c’è un saggetto sul Grande Fratello come logica dello zoo.
Per gli animali che ci sono dentro?
(Ride) No, ma la logica è un po’ quella. Non è che cosa si vede, ma la logica con cui si osservano le cose. Se io guardo dal buco della serratura uno che beve un bicchiere d’acqua il mio atteggiamento è simile a quello del pornografo perché è la situazione, non ciò che si vede che determina il significato di ciò che vediamo. E’ un po’ come quando i telecronisti di calcio all’inizio parlavano di Ronaldo: siccome era un fenomeno, anche se lui sbagliava, qualunque cosa lui facesse, non prendeva la palla, “ah, bellissimo”. Perché il punto di vista era quello di vender il prodotto “Fenomeno”. Allo stesso modo, secondo me, tutto ciò che viene presentato, viene presentato in quell’aura che deve destare quell’interesse più o meno morboso, più o meno lecito, che è un po’ quello della pornografia. Ciò che era privato diventa pubblico, la spudoratezza non ne parliamo. Poi c’è il fatto che la pornografia è una mediazione, non c’è il sesso diretto tra le persone, ma attraverso un mezzo, che è la ripresa oppure il racconto. In fin dei conti noi abbiamo a che fare con il mondo attraverso dei mezzi.
Come si sostiene in "Matrix".
Sì. E poi, il linguaggio stesso è un mezzo. Però a volte non ce ne rendiamo conto. Come il telefono, che non lo sentiamo più come un mezzo, ci sembra un rapporto diretto. Invece i nuovi mezzi tecnologici hanno di nuovo sottolineato che il rapporto è attraverso il mezzo. Eccola! Cristina Marelli.
[coninua..]
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